Leva finanziaria: cos’è e come si usa nel trading online

Leva finanziaria: cos’è e come si usa nel trading online

Pubblicato: 6 Dicembre 2022 di alessandro

La leva finanziaria è un meccanismo che permette ai trader di prendere in prestito dal denaro dal proprio broker per investirlo sui mercati. Grazie al modo in cui viene regolato questo processo, anche se il trader prende più in prestito più denaro di quanto ne abbia sul proprio conto, non potrà comunque perdere più della cifra investita inizialmente.

Soprattutto nei mercati poco volatili, come il Forex, utilizzare la leva finanziaria permette anche a chi ha piccole somme di riuscire a investire capitali significativi. Un utilizzo eccessivo della leva, però, può compromettere la redditività di una posizione per via dei costi e dei rischi associati.

In virtù di questo, un buon trader dovrebbe sempre conoscere il funzionamento della leva e sapere come e quando utilizzarla. Anche perché tutte le principali piattaforme di trading in Europa, come eToro, offrono la possibilità di utilizzarla.

cos'è e come funziona la leva finanziaria
La leva finanziaria permette a un investitore di amplificare la portata del suo capitale e delle oscillazioni del mercato

Come funziona la leva finanziaria

Quando un investitore apre una nuova posizione utilizzando la leva finanziaria, impegna una certa quantità del proprio denaro che prende il nome di margine. Il suo broker non utilizza direttamente questo denaro per comprare gli strumenti finanziari richiesti, ma lo tiene come garanzia sul prestito. Il broker dunque presta al cliente l’intero capitale necessario per aprire la posizione, avendo il margine come garanzia nel caso l’investimento dovesse andare male.

In cambio di questo servizio, il broker si fa pagare un tasso di interesse che viene solitamente addebitato ogni giorno alla chiusura dei mercati. Il valore degli interessi viene direttamente sottratto dal valore dell’investimento, in modo che il trader possa sempre vedere esattamente il risultato aggiornato della sua operazione.

Ci sono due possibilità da questo punto in poi. La prima è che l’investimento si muova nella direzione prevista dal trader, di fatto generando un profitto molto più grande di quello che avrebbe ottenuto senza leva. Nel caso di una leva 1:5, ad esempio, i profitti saranno cinque volte maggiori di quelli ottenibili senza leva -tolto il costo degli interessi-. Nel caso in cui i mercati si muovano in una direzione sfavorevole generando una perdita, invece, è necessario distinguere due casi:

  • Se la perdita è inferiore al margine, la posizione rimane aperta e il trader può decidere di chiuderla manualmente o di attendere che i mercati cambino direzione;
  • Se la perdita è superiore al margine, il broker si vede costretto a liquidare l’investimento in automatico e a trattenere il margine depositato dal cliente per evitare che sia il broker stesso a perdere denaro.

Ipotizziamo, ad esempio, che un investitore depositi 1.000€ come margine su un’operazione da 5.000€. Se la perdita dovesse arrivare a 1.000€, il broker liquiderà l’investimento in automatico; se la perdita non dovesse superare tale cifra, invece, l’investimento può continuare a rimanere attivo.

Calcolo della leva finanziaria

Per calcolare l’effetto della leva finanziaria è sufficiente ricordare che questa moltiplica il capitale investito, le perdite e i profitti, tutti nello stesso modo. La leva si esprime normalmente come un rapporto, ed è per questo che si parla di “leva 1:2” o “leva 1:5”. In questa dicitura, il numero “1” rappresenta il margine depositato dal cliente e il secondo numero rappresenta la quantità di volte per cui viene moltiplicato. Per questo motivo, talvolta, si sente parlare di trading sul margine quando si fa riferimento all’uso della leva finanziaria.

Facendo degli esempi pratici di leva:

  • 1:2 – Il trader prende in prestito il doppio del capitale depositato come margine (es. investimento da 2.000€ con 1.000€ di margine);
  • 1:5 – Il trader prende in prestito il quintuplo del capitale depositato come margine (es. investimento da 5.000€ con 1.000€ di margine);
  • 1:10 – Il trader prende in prestito dieci volte il capitale depositato come margine (es. investimento da 10.000€ con 1.000€ di margine).

Con questo stesso tipo di calcoli è molto semplice capire l’effetto della leva su perdite e profitti. Se ad esempio il mercato si muove nella direzione del nostro investimento del 2% e stiamo utilizzando una leva 1:5, staremo ottenendo un profitto del 10% (2% moltiplicato per 5). Allo stesso modo, se il mercato si muove in direzione contraria al nostro investimento del 3% e stiamo usando una leva 1:2, la perdita rispetto al margine depositato sarà del 6% (3% moltiplicato per 2).

Per padroneggiare al meglio la leva finanziaria e altri concetti importanti del trading online, un’ottima idea è sempre quella di formarsi con dei corsi di trading validi. InvestireFacile consiglia, in particolare, i corsi di LiquidityX. Si tratta di un broker autorizzato Consob, molto consigliato soprattutto per la serietà dei suoi percorsi di formazione. Tutti i corsi di LiquidityX sono gratis e si possono seguire al 100% online.

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Quando usare la leva finanziaria?

Non c’è una regola precisa per calcolare il livello di leva finanziaria perfetto per una posizione. In generale gli investitori devono muoversi utilizzando le proprie conoscenze e, soprattutto, i propri obiettivi. Nella maggior parte dei casi si utilizza la leva nelle posizioni speculative e di breve termine. Al contrario, si tende a evitarla nelle posizioni di lungo termine e in quelle centrali per il portafoglio.

Il motivo è molto semplice: la leva rischia di causare una chiusura prematura del trade, nel caso in cui il mercato si muovesse in direzione contraria al nostro trade. Nelle operazioni di breve termine questo non è un grande problema, perché ci si attende che il mercato si muova subito nella direzione desiderata; in quelle di lungo termine, invece, può esserlo per via di tutti gli eventi che possono capitare nel corso di più anni.

Un esempio interessante è quello di una recessione che causa un forte ribasso dei mercati finanziari. Quando capita un evento del genere, delle posizioni in leva che si desidera tenere aperte a lungo termine possono saltare una dietro l’altra. Ecco perché nei piani di accumulo non si utilizza la leva, o talvolta la si usa in minima parte.

Nelle operazioni di hedging la leva è invece molto comune, proprio perché si tratta di piccoli trade a protezione di qualche rischio.

Supponiamo, ad esempio, di avere una parte importante del nostro portafoglio investita in azioni Tesla e di temere che il prezzo del litio possa aumentare, causando un forte aumento dei costi per i produttori di auto elettriche. In questo caso potremmo aprire una posizione in leva sul litio, in modo tale che un boom del suo prezzo pareggi le perdite sulle azioni Tesla; in caso di mancato aumento del prezzo del litio la nostra posizione in leva potrà anche annullarsi, ma intanto avrà svolto il suo ruolo di protezione dell’investimento più grande.

quando è conveniente utilizzare la leva finanziaria
Il trading sul margine è più conveniente sul breve termine che sul lungo

Migliori broker per leva finanziaria

Non tutti i broker online supportano la possibilità di utilizzare la leva finanziaria. Non solo, ma non tutti quelli che la offrono lo fanno rispettando i limiti europei previsti dalle normative ESMA. Per questo motivo consigliamo particolare attenzione quando si cerca un broker con cui investire online, in particolar modo se si tratta di usufruire del trading sul margine.

Come sempre, la prima cosa da verificare è che un broker sia sicuro: questo lo si controlla attraverso la verifica della licenza europea -può essere rilasciata in una nazione qualunque dello Spazio Economico Europeo- e dell’autorizzazione Consob. Una volta accertato che un broker sia sicuro, di solito è importante controllare che offra la possibilità di investire in strumenti finanziari sotto forma di CFD. I CFD si prestano di più all’uso della leva finanziaria rispetto al trading sugli strumenti sottostanti.

Dal momento che un CFD è un derivato che accorda il trader e il broker, a livello burocratico e di liquidità questi strumenti rendono la leva meno costosa e più efficiente da utilizzare. Al momento i due broker più consigliati dalla nostra redazione per fare trading sul margine sono:

  • eToro – clicca per il sito – Ottimo soprattutto perché permette di impostare la leva finanziaria a piacimento. Si possono fare operazioni in leva 1:1, così come si possono fare operazioni che invece hanno il massimo della leva prevista dalle normative europee, o ancora si possono scegliere delle vie intermedie;
  • Liquidity X clicca per il sito – Un broker specializzato in CFD che propone il massimo della leva finanziaria possibile in Europa su tutti gli asset negoziabili. Ottimo anche per l’offerta di corsi gratuiti, nei quali si possono imparare anche strategie pratiche per gestire la leva finanziaria.

Entrambi i broker offrono un conto demo gratuito e illimitato, con il quale provarli senza rischi.

Limiti ESMA sulla leva finanziaria

Fino a pochi anni fa, anche in Europa si potevano trovare broker che offrivano leve finanziarie molto alte. Parliamo di una leva fino a 1:200, addirittura talvolta fino a 1:500 sul Forex. Le cose sono cambiate nel 2018, quando l’autorità europea ESMA ha deciso di mettere un freno al trading sul margine.

I limiti europei previsti per il trading di CFD sono:

  • Azioni – Fino a 1:5;
  • Forex – Fino a 1:30 sulle coppie major e 1:20 sulle coppie minor;
  • Criptovalute – Fino a 1:2;
  • Indici – Fino a 1:20 per i principali e 1:10 per quelli meno scambiati;
  • Materie prime – Fino a 1:20 per l’oro e 1:10 per le altre commodities.

La decisione è arrivata dopo un periodo di prova iniziale, in cui la commissione europea che regolamenta gli intermediari finanziari ha monitorato i risultati. L’idea dietro a questa decisione è quella di limitare i rischi per i clienti che non sono abbastanza esperti da poter usare una leva molto alta. ESMA ha ritenuto che gli investitori meno esperti si facessero stregare dal brivido del rischio, utilizzando i CFD in modo improprio.

Con questa mossa, dunque, ESMA non vuole limitare l’uso della leva in quanto “strumento non efficace”. Si tratta piuttosto di tutelare chi non possiede abbastanza informazioni.

differenze tra utilizzo della leva nello Spazio Economico Europeo
All’interno dello Spazio Economico Europeo, l’utilizzo della leva è limitato dalle normative ESMA per tutelare i trader meno esperti

Limiti per i clienti professionali

Ancora oggi esiste la possibilità di accedere a una leva fino a 1:200, nel caso un trader si qualifichi come cliente professionale. Questa è un’eccezione espressamente prevista dalle normative ESMA e moltissimi broker offrono una tipologia di conto separata per questi investitori.

Per qualificarsi come cliente professionale è necessario soddisfare almeno due dei tre seguenti requisiti:

  1. Aver lavorato almeno un anno in ambito finanziario, in una posizione che richiede conoscenza dei prodotti e degli strumenti finanziari;
  2. Nell’ultimo anno è necessario avere eseguito almeno 10 operazioni in leva ogni trimestre, per un volume transato di almeno 500.000€;
  3. Avere un portafoglio di investimenti finanziari e liquidità superiore a 500.000€.

Chi soddisfa questi requisiti potrà ancora accedere ai “vecchi” limiti di leva finanziaria. Alcuni broker permettono al trader di autocertificare il soddisfacimento di questi requisiti, mentre per altri è necessario inviare la relativa documentazione.

Leva finanziaria: cos’è fuori dal trading?

Non si sente parlare di “leva finanziaria” soltanto in contesti legati al trading online. Questo è un concetto importante anche nel mondo dell’economia aziendale e soprattutto del settore bancario. Per un’azienda, la leva finanziaria è il rapporto tra le fonti di finanziamento proprie e quelle prese a debito. Nel caso di una leva 1:1, ad esempio, l’azienda utilizza 1€ preso a debito per ogni 1€ di capitale autofinanziato.

Nel mondo bancario, la leva ha a che fare soprattutto con il modo in cui vengono gestite le riserve. Una banca accetta depositi dai propri correntisti, incassando denaro. Parte di questo denaro viene poi dato in prestito a privati e imprese, oppure investito in altre attività produttive. Il rapporto tra la parte di liquidità che la banca mantiene come riserva, e la parte che invece viene investita, è chiamata proprio leva finanziaria.

La leva finanziaria di una banca viene comunemente utilizzata per misurarne la solidità. Se una banca ha una gestione del rischio più conservativa e mantiene quindi più liquidità nelle sue riserve, è più in grado di far fronte a periodi in cui gli investimenti vanno male e molti debitori risultano insolventi. Inoltre è anche più probabile che la banca possa resistere a una corsa agli sportelli, la situazione in cui molti clienti si recano a prelevare la loro liquidità nello stesso momento perché temono che la banca possa fallire.

FAQ

Cos’è la leva finanziaria nel trading online?

La leva finanziaria, nel mondo del trading, si riferisce al rapporto tra il margine depositato da un investitore e il capitale che gli viene prestato a fronte di questa garanzia per fare un’operazione di trading.

Conviene usare la leva finanziaria?

La leva agisce moltiplicando tanto i profitti quanto le perdite, dunque aumenta la volatilità delle proprie operazioni. Di solito questo è desiderabile in trade speculativi di breve termine, mentre è poco conveniente quando si fanno operazioni di lungo termine.

Con la leva finanziaria, la perdita può superare il capitale investito?

In una giurisdizione senza regole, la leva potrebbe portare un investitore a perdere più denaro di quanto ne ha depositato come margine. In Europa, grazie alle normative MiFID e alle regolamentazioni di ESMA, i broker devono assicurare i clienti contro il saldo negativo. Dunque con un broker regolamentato in Europa la leva non può superare il margine del cliente.

Cos’è una call sul margine?

Quando un investitore utilizza la leva finanziaria, può ricevere una “call sul margine” da parte del proprio broker che lo avvisa di non avere un margine sufficiente per mantenere aperta la posizione. L’investitore deve quindi depositare altro denaro o lasciare che la sua posizione venga chiusa.

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alessandro

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