I 9 indicatori di trading più importanti: come funzionano?

I 9 indicatori di trading più importanti: come funzionano?

Gli indicatori di trading sono comunemente utilizzati nel mondo dell’analisi tecnica per predire l’andamento dei prezzi degli strumenti finanziari. Si basano sull’andamento passato del prezzo, che viene elaborato attraverso dei calcoli matematici per fornire un segnale al trader. Conoscere gli indicatori di trading ti può aiutare ad affrontare i mercati finanziari con più consapevolezza.

In questa guida imparerai a conoscere le principali categorie di indicatori e oscillatori utilizzati nel trading online. Per ogni strumento, poi, andremo a vedere le basi del suo funzionamento e i casi in cui risulta più efficace. Dobbiamo comunque premettere che nessun indicatore di trading, specialmente se considerato da solo, è in grado di predire correttamente il mercato il 100% delle volte.

Per rendere efficaci i segnali generati da questi strumenti, è molto importante fare pratica e accumulare esperienza. Lo puoi fare, ad esempio, utilizzando il conto demo di eToro (clicca qui per aprirlo gratis). Si tratta di un account totalmente gratuito e privo di rischi, con 100.000$ virtuali che puoi usare per testare gli indicatori di trading senza rischiare il tuo capitale.

guida completa agli indicatori di trading
Scopriamo i principali indicatori di trading e le categorie in cui si possono raggruppare

 Cosa sono gli indicatori di trading

Gli indicatori di trading sono strumenti che usano i prezzi storici di uno strumento finanziario come dati, applicano a questi delle formule matematiche e trasformano tutto questo in un segnale che il trader può facilmente comprendere.

Prendiamo come esempio un indicatore molto semplice, come una media mobile. Il trader stabilisce quante candele del grafico devono essere considerate all’interno della media, ad esempio 10. La piattaforma calcola il prezzo medio delle ultime 10 candele e la rappresenta sul grafico come una linea, dove ogni punto della linea rappresenta sempre il valore medio dei 10 periodi precedenti.

Il processo è molto più semplice rispetto a calcolare manualmente la media, ed è anche molto più intuitivo grazie alla linea che viene calcolata sul grafico. Ci sono anche indicatori molto più complessi, come vedremo tra poco, che applicano delle elaborazioni molto più complesse ai dati di partenza.

I trader che utilizzano gli indicatori di analisi tecnica lo fanno per capire aspetti importanti del mercato. In particolare, ci sono tre elementi che possono essere analizzati attraverso gli indicatori di trading:

  • Momentum
  • Trend
  • Volatilità

Avere una visione chiara dell’andamento di queste tre variabili può fare la differenza tra un’entrata perfetta sul mercato e un’entrata in ritardo o in anticipo. Vediamo quali sono gli indicatori più importanti per ogni categoria e come funzionano.

Vale la pena di ricordare che gli strumenti di analisi tecnica si dividono in due:

  • Gli indicatori vengono rappresentati direttamente sul grafico principale, quello del prezzo;
  • Gli oscillatori vengono aggiunti in un grafico separato, solitamente al di sotto di quello principale.

Indicatori di momentum

Il momentum è letteralmente lo slancio di un trend. Un momentum alto indica che il trend in corso è forte e potrebbe essere destinato a durare ancora per molto; un momentum in calo o molto basso, per contro, indica una possibile inversione del trend.

Solitamente un trader cerca di fare trend following, cioè di unirsi ai trend in corso e di puntare sulla loro continuazione. Questo perché c’è solo un punto in cui il mercato inverte la sua corsa, mentre una volta che il prezzo è slanciato in una direzione può rimanerci a lungo.

Per questo motivo, di solito si entra sul mercato quando gli indicatori di momentum segnano un forte slancio. Se scegli un broker come Trade.com o XTB, che ti permettono di acquistare o di vendere allo scoperto qualunque strumento finanziario, non hai bisogno di aspettare che il mercato sia per forza rialzista. Puoi approfittare dello short selling per trarre vantaggio anche dei momenti in cui lo slancio è ribassista, rimanendo più a lungo nel mercato.

MACD

Il MACD è un oscillatore, per cui viene mostrato in un grafico separato da quello del prezzo. Questo oscillatore si basa sull’andamento di due linee, che rappresentano due medie mobili esponenziali. Il calcolo è complesso, ma sostanzialmente lo strumento cerca di capire se il trend si è fatto più intenso nelle ultime 12 candele rispetto a quanto lo sia stato in media in tutte le ultime 26 candele.

Se il trend si è intensificato, significa che attualmente la corsa del prezzo è più forte e dunque che probabilmente ci vorrà ancora tempo prima che possa fermarsi. Anche se il MACD è molto difficile da calcolare, questo è un problema che non riguarda il trader ma la piattaforma che deve fare i conti.

In qualità di trader, ciò che conta è soprattutto saper valutare i segnali che provengono dall’oscillatore. Di solito viene interpretato in questo modo:

  • Quando le linee tagliano il livello 0 a rialzo, viene considerato un segnale di momentum rialzista;
  • Quando le linee tagliano il livello 0 a ribasso, viene considerato un segnale di momentum ribassista;
  • Se la media più breve taglia a rialzo la media più lunga, viene considerato un segnale di forza del trend;
  • Se la media più breve taglia a ribasso la media più lunga, viene considerato un segnale di debolezza del trend.

Di seguito riportiamo un grafico in cui puoi vedere in azione i segnali generati dal MACD.

come funziona l'oscillatore macd
Segnale di acquisto: nel punto 1, le linee tagliano a rialzo il livello 0 e la media più breve (nera) supera a rialzo quella lenta (rossa). Segnale di vendita: nel punto 2, la linea breve (nera) taglia a ribasso quella rossa.

RSI

L’oscillatore RSI si basa sul cambiamento dei prezzi tra una candela e l’altra per capire quanto sia netta la direzione di un trend. Lo fa in un modo molto intelligente, sia in termini di calcoli che di segnali generati per il trader. La cosa migliore di questo indicatore è che il suo valore oscilla continuamente tra due estremi: lo 0 e il 100. Per leggere i suoi segnali basta guardare dove si trova la linea.

In base al valore assunto dalla linea di segnale, il mercato può trovarsi in tre condizioni:

  • Ipercomprato (> 70) – La domanda ha fortemente prevalso sull’offerta e attualmente il prezzo dello strumento è eccessivo rispetto al reale equilibrio di mercato. Il prezzo potrebbe dirigersi verso il basso a breve.
  • Fase laterale (30 – 70) – Domanda e offerta si trovano in una zona bilanciata, in cui lo strumento non è ipercomprato né ipervenduto. Possiamo aspettarci che il prezzo oscilli o che il trend già in corso vada avanti.
  • Ipervenduto (< 30) – L’offerta ha eccessivamente spinto in basso il prezzo rispetto all’equilibrio di mercato, per cui è probabile che il prezzo possa rimbalzare verso l’alto da qui a poco.

Ci sono trader che preferiscono essere più selettivi per confermare la forza dei segnali generati dall’indicatore RSI. Per questo alcune persone preferiscono interpretare i livelli sotto il 20 come zone di ipervenduto, mentre l’ipercomprato si sposta oltre il livello 80.

indicatore di trading rsi come interpretare i segnali
I segnali generati dall’indicatore RSI sono un ottimo modo per valutare le zone di ipercomprato e ipervenduto

Stocastico

L’oscillatore stocastico è un altro indicatore di momentum molto comune, soprattutto nell’analisi delle azioni. Questo strumento si basa sul rapporto tra il prezzo di chiusura dell’ultima candela e la serie storica dei prezzi nell’ultimo periodo. Valutando di quanto si discosta l’ultima candela dal resto del trend, ci aiuta a valutare il momentum del mercato.

Anche questo è un indicatore che si muove tra i valori 0 e 100, semplificando molto la lettura del segnale. Quando il livello è sotto al 20, lo si considera un segnale di iperventuto. Quando è sopra l’80, invece, lo si considera un segnale di ipercomprato. Il significato di ipervenduto e ipercomprato rimane tale e quale a quello che abbiamo analizzato prima parlando del RSI.

Attenzione, però, a non pensare che RSI e stocastico siano perfetti sostituti. L’oscillatore RSI è calcolato in base alla velocità con cui cambiano i prezzi, mentre lo stocastico usa come riferimento l’ultima candela e la confronta a un periodo che si presume stabile. Per questo l’oscillatore RSI funziona meglio, di solito, nei mercati in forte fase di trend; lo stocastico appare invece più indicato per i mercati che oscillano.

indicatore di trading stocastico
Questo è lo stesso grafico che abbiamo esaminato prima con l’oscillatore RSI. Puoi notare come lo stocastico abbia generato molti più segnali sia di ipercomprato che di ipervenduto

Indicatori di trend

Gli indicatori di trend ci aiutano a capire se il mercato stia assumendo una direzione chiara oppure no. Gli indicatori di momentum ci dicono quanto sia forte il trend in corso, mentre gli indicatori di trend ci aiutano a capire se esista davvero un trend in corso oppure no.

Se gli indicatori di momentum erano soprattutto oscillatori, quelli di trend sono invece soprattutto indicatori. Per questo sono meno facili da leggere, perché non assumono dei valori assoluti come l’oscillatore RSI o il MACD. Dall’altra parte, però, occupano meno spazio sul grafico e ci permettono di ottimizzare meglio la nostra schermata.

Normalmente unire indicatori di momentum e indicatori di trend è un buon modo di progredire verso una strategia di trading più completa.

Medie mobili

Le medie mobili sono l’indicatore di trading più semplice, ma anche il più utilizzato in assoluto. Ogni media è rappresentata sul grafico da una linea, che rappresenta il valore medio del prezzo negli ultimi N periodi. Il numero N è una variabile scelta a piacimento dal trader quando inserisce la media sul grafico: può essere una media molto breve, ad esempio 5 periodi, oppure molto lunga. Molti trader usano medie lunghe addirittura 150 o 200 periodi.

La media tende a seguire il prezzo di uno strumento finanziario eliminando il rumore di sottofondo. Il “rumore di sottofondo” è fatto di tutte quelle piccole oscillazioni speculative che rendono il grafico più spigoloso e meno chiaro da leggere. Molto spesso una media è molto più chiara nel mostrare la direzione del prezzo e aiuta il trader a capire se ci sia davvero un trend in corso.

Nel trading online si usano diverse tipologie di medie:

  • Semplice (SMA) – Una media aritmetica tra i prezzi delle ultime N candele;
  • Ponderata (WMA) – Una media ponderata in cui le candele più recenti hanno più peso, in modo tale da rendere più netta la visibilità del trend nel caso ce ne fosse uno in atto;
  • Esponenziale (EMA) – Le medie esponenziali assegnano esponenzialmente più valore alle candele più recenti, in modo da rendere ancora più facile allo strumento evidenziare la tendenza attuale del mercato.

Puoi esercitarti nell’uso delle medie mobili aprendo un conto demo gratuito su eToro (lo trovi cliccando qui) e approfittando dei 100.000$ virtuali che il broker ti mette a disposizione per fare pratica.

indicatore media mobile semplice analisi tecnica
Puoi vedere come la media renda molto più semplice leggere la direzione del grafico

Ichimoku

L’indicatore Ichimoku è uno dei più complessi in assoluto, ma anche uno dei più completi. Arriva dalla tradizione giapponese per l’analisi tecnica, che si è affermata molto anche in Occidente.

Una volta posizionato sul grafico, l’indicatore Ichimoku disegna una macchia chiamata “nuvola di Ichimoku“. Il calcolo della nuvola richiede addirittura 5 medie combinate insieme, tra cui una media di due medie. Quello che conta, però, è ancora una volta sapere come interpretare l’indicatore.

Quando il prezzo si trova al di sopra della nuvola, il trend è rialzista. Quando il prezzo si trova al di sotto della nuvola, invece, il trend è ribassista. Un’altra cosa che conta è l’ampiezza dell’area evidenziata dalla nuvola. Maggiore è la superficie, più forte è il segnale generato dall’indicatore. Per imparare a usare al meglio questo indicatore è importante fare parecchia esperienza, ma quando lo si usa a dovere è uno dei più efficaci.

Puoi testare l’indicatorie Ichimoku usando il conto demo gratuito di Trade.com (puoi aprirlo qui) e approfittare dell’offerta di piattaforme di questo broker. Trade.com mette a disposizione degli utenti sia Metatrader 4 che Metatrader 5, due delle piattaforme più utilizzate al mondo e le più amate da chi basa il suo approccio sull’analisi tecnica.

nuvola di ichimoku come si usa
Come puoi vedere la nuvola di Ichimoku è un indicatore piuttosto complesso, ma se ti concentri sulla nuvola e sulla posizione del prezzo la correlazione diventa chiara

Parabolic SAR

Il SAR Parabolico è un indicatore molto più semplice da usare, che agisce sul grafico con una serie di pallini. Questi pallini vengono disegnati al di sotto del grafico del prezzo se il mercato è rialzista, oppure al di sopra del grafico se il mercato è ribassista. Inoltre ci permettono di identificare la forza di un trend, quindi in parte è un indicatore anche legato al momentum.

Quando il trend è forte, vediamo i pallini avere una pendenza piuttosto inclinata. Quando la pendenza è così inclinata lo possiamo interpretare come un segnale di continuazione del trend; quando la pendenza invece tende ad appiattirsi, possiamo dedurre che la forza del trend stia andando a diminuire.

Il SAR Parabolico è un indicatore davvero particolare, proprio perché riesce a dare indicazioni sul momentum e sulla direzione del trend. Ma ha anche un terzo utilizzo: quello di indicare l’inversione del trend in corso. Quando vediamo che i pallini passano dall’essere sopra all’essere sotto il grafico (o viceversa) lo possiamo interpretare come un segnale di inversione.

sar parabolico come funziona
Puoi notare come la forza del trend sia aumentata in corrispondenza dei tratti più ripidi del Parabolic SAR

Indicatori di volatilità

Gli indicatori di volatilità ci aiutano a capire quanto potrebbero essere grandi le oscillazioni del prezzo nei prossimi periodi. Un mercato è volatile quando l’equilibrio tra domanda e offerta tende a cambiare rapidamente facendo oscillare velocemente il prezzo; un mercato è invece poco volatile quando tende a rimanere stabile per lunghi periodi.

Interpretare la volatilità è fondamentale per un trader, soprattutto quando si tratta di trading speculativo di breve termine. Se il mercato è molto volatile, i rischi possono essere più grandi ma anche le ricompense tendono ad aumentare per chi è nel mercato; se il mercato è poco volatile, invece, rischi e rendimenti si fanno entrambi più contenuti.

Bande di Bollinger

Le bande di Bollinger sono l’indicatore di volatilità più conosciuto in assoluto. Funzionano in un modo abbastanza semplice per chi mastica un pochettino di statistica: viene calcolata la deviazione standard e poi viene sommata e sottratta a una media mobile. Il risultato tra la somma della media mobile e la deviazione standard genera la banda di Bollinger superiore, mentre la sottrazione tra media e deviazione standard genera la banda inferiore.

Il risultato è un canale di prezzo che abbraccia l’andamento delle candele. Quello che l’indicatore ci dice è che possiamo aspettarci che l’andamento dello strumento finanziario rimanga all’interno di queste due bande nei prossimi periodi. Ovviamente non tiene conto di eventuali fattori esterni all’analisi tecnica: se una grossa notizia dovesse influenzare i mercati, le bande di Bollinger non sarebbero in grado di prevederla.

Detto questo, le notizie di spessore non escono a tutte le ore sui mercati finanziari. Per questo le bande di Bollinger, ancora oggi, sono uno degli indicatori più affidabili in assoluto per riuscire a determinare il range di volatilità a breve termine.

Usando il conto demo di XTB (clicca qui per aprirlo gratis), puoi esercitarti a usare l’ATR senza rischiare il tuo capitale. XTB è uno dei nostri broker preferiti, sia per la possibilità di comprare azioni senza commissioni, sia per la qualità della piattaforma che risulta anche molto semplice da usare.

bande di bollinger indicatore di trading esempio pratico
Le bande di Bollinger sono piuttosto precise nell’indicare il range dove può muoversi il prezzo a breve termine

Average True Range (ATR)

L’Average True Range, o più semplicemente oscillatore ATR, è l’unico oscillatore che analizziamo nel mondo degli indicatori per la volatilità. Questo strumento non oscilla tra due valori fissi, e in teoria può assumere qualunque valore. Nella pratica, però, tende a oscillare intorno al valore zero: ci sono momenti in cui è al di sotto e momenti in cui è al di sopra dello zero.

Per calcolare il valore dell’ATR viene utilizzato un calcolo piuttosto complesso che si basa sul cambiamento dei prezzi di chiusura delle varie candele. In base a questo l’oscillatore è in grado di dirci se il trend in corso sta accelerando o sta rallentando.

Quando il valore dell’ATR attraversa il valore zero, questo viene di solito interpretato come un segnale di conferma del trend. Se il prezzo sta salendo e l’ATR taglia il valore zero dal basso verso l’alto, ad esempio, di solito implica che il trend rialzista sta prendendo forza.

indicatore atr come funziona
L’ATR ti aiuta a capire quando il trend sta prendendo forza

Deviazione standard

La deviazione standard è la principale misura statistica per studiare la volatilità. Si basa sull’analisi di tutti i vari prezzi di chiusura delle candele di un certo periodo: se sono vicini la deviazione standard segna un valore basso, mentre se sono lontani segna un valore alto.

Il risultato della deviazione standard viene mostrato come un oscillatore in un grafico separato. Anche in questo caso non abbiamo due valori assoluti a fare da estremi: quello che ci interessa sono soprattutto i picchi e i ribassi. Quando vediamo la deviazione standard alzarsi rapidamente, significa che il mercato sta attraversando una fase volatile.

Attenzione a non interpretare la volatilità nel modo sbagliato: il suo valore può aumentare anche se il prezzo corre in una sola direzione. Non è detto che alta volatilità sia indice di un mercato che sale e scende in fretta, di fatto potrebbe fare anche una sola di queste due cose.

indicatore deviazione standard come funziona
La deviazione standard tende ad aumentare in fasi di alta volatilità

Strategie e conclusioni

All’interno della nostra guida abbiamo esplorato i principali indicatori di trading, che ora puoi iniziare a utilizzare. Ricordati, però, di fare pratica utilizzando un conto demo come quello di eToro (clicca qui per aprirlo gratis). Per diventare un bravo analista tecnico, fare esperienza è fondamentale. Il conto demo ti permette di allenarti senza rischiare denaro reale, in un ambiente di simulazione totalmente realistico.

A poco a poco inizierai a trovare delle combinazioni di indicatori che funzionano meglio per il tuo approccio di trading. Questo è proprio il passaggio fondamentale: passare da saper usare un indicatore a saper creare delle strategie che uniscono più segnali. Per questo abbiamo ritenuto utile dividerli in categorie, di modo che tu possa già testare più indicatori di diverse tipologie.

Ricordati anche di scegliere una buona piattaforma di trading, come quella di XTB (provala gratis cliccando qui), che ti permetta di accedere a questi indicatori e magari anche ad altri.

FAQ

Quali sono i principali indicatori di trading?

Tra gli indicatori di trading più importanti ricordiamo medie mobili, RSI, stocastico, MACD, bande di Bollinger, SAR Parabolico, indicatore zig zag, deviazione standard e ATR.

In che categorie si dividono gli indicatori di trading?

Gli indicatori di trading si possono dividere tra indicatori di momentum, di volatilità e di trend. Di solito le strategie più efficaci combinano strumenti di diversi categorie.

Cosa sono gli indicatori di momentum?

Gli indicatori di momentum sono strumenti matematici che aiutano i trader a capire quanto slancio, cioè quanta forza, abbia il trend in corso.

Cosa sono gli indicatori di volatilità?

Gli indicatori di volatilità misurano le oscillazioni dei prezzi nel corso del tempo: un’alta volatilità indica un rapido e significativo cambiamento dei prezzi, una volatilità bassa indica che il prezzo tende a rimanere piuttosto stabile nel corso del tempo.

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alessandro

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